Gianni Marconato, con molta lucidità , nel suo blog Apprendere (con e senza le tecnologie) commenta le scelte di Gelmini – Israel sulla scuola, sottolineandone l’arretratezza ed inadeguatezza rispetto ai bisogni attuali.
Sottolinea come da anni si discuta delle criticità della scuola e individua gli sviluppi auspicati, supportati, tra l’altro, dalla ricerca cognitiva, pedagogica e dalla pratica didattica.
Se le criticità sono (cito le parole dell’autore):
- l’inadeguatezza di una scuola che focalizza la sua didattica sulle “conoscenze” e sul curricolo basato su discipline
- la sostanziale chiusura della scuola al mondo esterno ed il suo isolamento dal resto della realtà
- l’identificare il successo scolastico con la quantità di informazioni possedute dagli studenti
gli sviluppi auspicati vanno nella direzione di:
- adottare estensivamente nuove metodologie didattiche
- apprendere a scuola come si apprende nel mondo reale
- valorizzare la dimensione d”uso delle conoscenze”
Credo che sia importante condividere questa consapevolezza, per ridare valore e senso all’agire quotidiano e per fare sentire la voce della scuola reale, in un momento in cui il rischio è di essere sopraffati dal senso di impotenza ed inutilità.
Vi invito a leggere l’articolo di Gianni La scuola Gelmini-Israel non serve a nessuno e a partecipare al dibattito.